Direi che non è poca cosa, affatto.
L'ispirazione per questo post mi è venuta leggendo "Uno studio in rosso", di Sir Arthur Conan Doyle. Ok, in realtà non è stato proprio lui a farmi venire in mente quello che sto per mettere giù, più che altro quello che mi è successo negli ultimi giorni.
Per chi ancora non lo sapesse, mio padre è stato in ospedale. Rischiato infarto.
Quello che mi fa riflettere ora, che tutto è (più o meno) concluso, è quanta forza risieda dentro un essere umano.
NOTA BENE: NON STO PARLANDO OVVIAMENTE DI FORZA FISICA, NE' DI VIRILITA', NE' DI FORZA IN QUALUNQUE ALTRO MODO CHE NON SIA FORZA "SPIRITUALE", INSOMMA QUELLA CHE TI FA ANDARE AVANTI OGNI GIORNO.
Stavo pensando espressamente a come, in un giorno "normale" (in che modo si può definire la normalità?), basti una cazzata, il fatto che qualcuno mi eviti o il sentore di un futuro litigio a mandarmi giù. A volte, basta un singolo messaggio a farmi sentire una totale merda (nooooo, non ci sono riferimenti sottintesi, nooooo).
Quando succedono queste cose, invece... Lì capisco quanto sono "forte". Quando le persone mi dicono "non ti abbattere, sono cose che capitano", io sorrido. Quelle persone non è che mi conoscano fin troppo bene (ah, dimenticavo, mio amato blog, credo che ci sia ehm 1/2 persone che possono dire di conoscermi... anzi no, allarghiamo a 3).
Perchè in questi casi mi sento "Incredible, Invincible, Stronger than a rock".
Riesco a farmi due ore di sonno e a passare un'intera giornata (e non parlo di giornata breve, ma di solito 9--21) seduto su una sedia, e vi assicuro che non è facile.
Però sono convinto che Ciò che non ci uccide, ci renda più forti.
Ci vediamo blog, tanto sono certo che il 2010 ci riserverà una vagonata di sorprese e cambiamenti, anche se sono certo che non mi piaceranno tutti.
P.S: Per usare un gergo da forum, faccio un piccolo OT. Tutto cambia, e nulla può essere come era prima. Sono cambiate troppe, troppe cose. Parlarti non mi fa più l'effetto di una volta. Sentirti non mi fa tornare piccolo. Starti vicino non è più una mia prerogativa. Che dire, c'est la vie.